Ma in Italia non c’è un’emergenza antisemitismo

Lo dirò con tutte le sfumature, le esitazioni, i chiaroscuri del caso: non ho nessunissimo dubbio sul fatto che Salvini non sia neanche vagamente antisemita (a differenza dell’M5S).
Però sono piuttosto spaventato. Le campagne dementi contro una inesistente minaccia fascista messe in moto dal 2017 hanno reso il fascismo un brand alla moda. Le campagne virulente contro il turpe sovranista lo hanno portato vicino al 40% (per ora). Non mi piace per niente il fatto che questi Mida al contrario addentino anche l’antisemitismo.

Lo dice sulla sua pagina facebook Andrea Colombo, uno che sull’antisemitismo vero non è dolce di sale essendo un compagno ebreo. Ha ovviamente ragione. Io aggiungerei però un altro dato, brutalmente materiale. Che il problema antisemitismo in Italia sia marginale ce lo dice, in buona sostanza, lo stesso Osservatorio Antisemitismo, cane da guardia del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.

Lo so, i monitoraggi li dovrebbero fare soggetti terzi e non le vittime. Ma proprio per questo possiamo accettare questi dati, che ci parlano di soli due episodi di violenza fisica (uno sputo, uno schiaffeggiamento) e del 70% di minacce e insulti online. Diciamo circa 130 episodi in nove mesi. Un giorno sì e uno no, insomma. Sono sicuro che negli anni scorsi Kyerge e Boldrini da sole prendevano molti più minacce e insulti di quante ne esprimono gli haters antisemiti.

Proviamo quindi a confrontare i dati italiani con una realtà in cui l’emergenza antisemitismo ha tutt’altra consistenza. Nel Regno Unito, il rapporto sull’antisemitismo pubblicato da Community Security Trust (CST), l’organizzazione che cura la sicurezza nei luoghi ebraici, ha rilevato nei primi sei mesi del 2019 un aumento record degli atti antisemiti. A livello nazionale, sono stati contati 892 episodi, con un aumento del 10% rispetto al 2018, quando, da gennaio a giugno, ne erano stati segnalati 810.

Degli 892 episodi registrati, 323 sono collegati ai social media, pari al 36% del totale (la metà rispetto all’Italia). Erano stati 221. Con un aumento del 37% è ben rilevante l’incremento degli attacchi antisemiti di tipo violento, passati da 62 a 85 (il 10%, rispetto all’ 1% italiano. Le differenze sono del tutto evidenti.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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