In proud and glory di Giuliano Spazzali

Buongiorno stocazzo… una notizia terribile… è morto Giuliano Spazzali un compagno meraviglioso prima ancora di essere un grande avvocato… difensore di Valpreda e Toni Negri anche se noto al grande pubblico per il processo Cusani… il duello con Di Pietro… il pm che gridava io mi tolgo la toga! E Giuliano rispose si tolga quello che vuole! Ciao Giuliano ritrovi Sergio morto il 22 gennaio tu oggi il 23… Amen
Così Frank Cimini, il nostro caro, vecchio zio Frank. ‘O maste dei cronisti di giudiziaria a Milano, così come Giuliano era ‘o maste dei difensori antagonisti. Ma noi, compagni napoletani, lo abbiamo conosciuto come leader di un gruppo ml milanese dall’acronimo strepitoso: il COmitato Comunista di Unità e Lotta ovvero il COCUL, con l’accento alla napoletana, sulla U. Avevano rapporti stretti, forse di federazione, con i compagni di Lotta di lunga durata che facevano capo a Gustavo Hermann, un altro leader straordinario. ML ma molto radicali e protagonisti del processo nazionale di costruzione dell’Autonomia organizzata … Completavano la rete della sinistra ml i compagni fiorentini di Angiolo Gracci, il comandante Gracco, eroe partigiano, medaglia d’argento della Resistenza. Anche lui avvocato.
Giuliano, Angelo, Gustavo
Conoscemmo Gracci il 12 marzo 1973, il giorno dopo la retata contro i Comitati di Lotta: un corteo fascista aveva assaltato la sede a Spaccanapoli, uno lanciò dalla finestra una bottiglia con liquido infiammabile. Arrestarono 77 compagni. Tre erano del Genovesi e quindi eravamo molto incazzati quella mattina ad Architettura. Anche Giuliano faceva parte del collegio difensivo. E anche mio padre. All’epoca ancora socialista: lo coinvolse l’avvocato Bisogni, che era molto amico di Gustavo Hermann, il leader di Lotta di lunga durata, e si prestava sempre come difensore per i loro tanti compagni arrestati o sotto processo, per gli scontri con i fascisti o per i tanti reati sociali, frutto delle pratiche di lotta dura comuni all’epoca. Papà, da ingegnere, firmò la perizia tecnica che contribuì alla scarcerazione. In realtà 70 furono liberati dopo pochi giorni mentre i sette che indossavano l’eskimo (tra cui il lanciatore) si fecero un paio di mesi di galera. Giuliano credo che fece poi parte del collegio difensivo di un nostro compagno, arrestato per scontri per difendere un’occupazione di case …
Qualche testimonianza calda calda da Facebook. Giusto qualcuna per cominciare, poi continuerò ad aggiornare
Paolo Morando e l’archivio dato via
E’ morto oggi a 87 anni Giuliano Spazzali, grande avvocato milanese. Difese i giovani anarchici accusati per le bombe fasciste del 25 aprile 1969, di cui ho scritto in Prima di Piazza Fontana. La prova generale, e fu determinante per la loro assoluzione. Lo contattai mentre lavoravo al libro, mi rispose che al momento di andare in pensione si era liberato di tutto il proprio formidabile archivio. Nei ringraziamenti citai quando mi aveva detto al telefono: “Due camion dell’Amsa belli piani“. Vi aggiunsi: “Mentre me lo diceva il suo buonumore era pari alla mia costernazione“. A libro pubblicato mi scrisse così: “Leggo avidamente il suo libro: sono i dettagli che contano e che mi travolgono. Ricordo tutto e tutto mi ritorna in mente perché niente avevo dimenticato ma solo rimosso perché non potevo più reggere la potenza della loro verità storica“. Lo incontrai finalmente alla affollatissima presentazione del libro alla Casa della Memoria Milano, era l’autunno del 2019: lo invitai a salire al tavolo dei relatori, lui si schermì sorridendo.
Alessandro Smerilli e la bomba di Lanciano
Quando fecero saltare la sede di Lotta continua a Lanciano con una bomba venne da Pescara con Sandro Canestrini. Si trovavano lì insieme ad altri importanti avvocati del Soccorso rosso per difendere un certo numero di detenuti comuni a processo per una rivolta in carcere. Il processo, per la cronaca, finì con una generale assoluzione. Raccolse meticolosamente i frammenti metallici della bomba non esitando a inginocchiarsi, in giacca e cravatta, tra le macerie e li mise in una busta. Poi tirò fuori un foglio di carta protocollo e stilò in bella grafia una perizia legale che andammo a consegnare in commissariato suscitando la curiosità dei questurini presenti. Mi colpì il suo atteggiamento serissimo che contrastava con quello di Canestrini, più sorridente e sornione. Ancora per la cronaca, per la bomba non fu scoperto (ufficialmente) il colpevole.
Giorgio Cislaghi: lui, Sergio e il Soccorso rosso
È un giorno triste per chi, come me, ha vissuto gli anni ‘70 e ha conosciuto Giuliano e Sergio Spazzali che insieme a altri avvocati (ricordo anche Polizzi, Pelazza, Civitelli e Fuga) erano impegnati in Soccorso Rosso assumendo la difesa gratuita dei compagni arrestati. Con Giuliano se ne va un’altra parte della storia della Sinistra di classe e ci resta il ricordo di lui e tanti giovani di allora che volevano cambiare il mondo e almeno in parte lo abbiamo cambiato in meglio.
Alessandro Gerardi: altri processi, altra avvocatura
A sinistra c’era Soccorso Rosso con i suoi avvocati molto famosi e organizzati, tra cui Pecorella, Cappelli e Di Giovanni (con quest’ultimo spesso si scherzava chiamandolo “l’aggravante Di Giovanni”, oppure “con Di Giovanni non sono mesi, ma son anni”). E poi c’erano i due Spazzali, Sergio e Giuliano, i quali, come si usava all’epoca, facevano pure lezioni di comportamento in caso di fermo da parte della polizia il cui primo punto era «negare l’evidenza». Giuliano, invecchiando, è diventato avvocato di altre cose, e oggi lo si ricorda (troppo ingenerosamente) solo per la sua celebre difesa di Sergio Cusani nel famoso processo sulla maxi-tangente Enimont e per i suoi durissimi scontri in aula con Antonio Di Pietro. Giuliano Spazzali è morto oggi, così senza preavviso. Altri tempi, altri processi, altra avvocatura.
Lunina Casarotti e le sue ultime passioni
Classe 1939, fu il difensore di Sergio Cusani, poi condannato per la tangente Enimont. Difese, tra gli altri, anche l’anarchico Pietro Valpreda, ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana
È morto a Milano l’avvocato Giuliano Spazzali che ha legato il suo nome a tante e importanti vicende giudiziarie. Classe 1939, Spazzali divenne nell’epoca di Mani Pulite l’antagonista di Antonio Di Pietro in quanto difensore di Sergio Cusani, poi condannato per la tangente Enimont. Memorabili i suoi duelli in aula col pm simbolo di tangentopoli.
Difese, tra gli altri, anche l’anarchico Pietro Valpreda, ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana e il leader di Autonomia Operaia Toni Negri. Era fratello di Sergio Spazzali, anch’egli avvocato e difensore di molti esponenti delle Brigate Rosse e che morì esule in Francia il 22 gennaio 1994. Negli ultimi anni, racconta chi gli stava vicino, era appassionato di arte, psicoanalisi e geroglifici.
Chicco Funaro (imputato 7 aprile) :
Sono profondamente rattristato per la scomparsa di Giuliano Spazzali
Michele Franco
Un saluto commosso alla memoria del compagno avvocato GIULIANO SPAZZALI!
Valentina Alberta
E’ mancato Giuliano Spazzali, sicuramente per me un maestro. Sorriderebbe del ricordo di Frank…
Gabriele Fuga
Ci ha lasciati Giuliano Spazzali: un grandissimo avvocato, un grande maestro
Un’intervista con Gianni Barbacetto
Mani pulite? “È come la battaglia di Canne”. Giuliano Spazzali, avvocato, è stato 25 anni fa il grande antagonista di Antonio Di Pietro, magistrato: gli ha tenuto testa, con scontri epici, nel processo Cusani, trasmesso in diretta tv e diventato per tutti “il” processo di Mani pulite. Oggi accetta di ricordare quella stagione e di fare un bilancio provvisorio di un fenomeno ormai lontano, dice, “come la battaglia di Canne”. Eppure Mani pulite scatena ancora oggi l’odio e l’amore, divide i detrattori dai sostenitori. Segno che quel che c’era dentro – la corruzione, i rapporti tra politica e affari, gli scontri tra politica e magistratura – è ancora un problema che scotta.
Come iniziò Mani pulite, per lei?
Ero a Ustica in vacanza, nell’estate 1993. Mi comunicano che un indagato di Mani pulite in carcere, Sergio Cusani, mi aveva nominato suo difensore. Io non lo conoscevo. Il mio nome gli era stato indicato da un suo amico fin dai tempi degli studi in Bocconi, Piero Ravelli, figlio dell’agente di Borsa Aldo Ravelli, che conoscevo. Aveva scelto me perché ricordava che avevo difeso studenti in processi politici. LEGGI TUTTO su giannibarbacetto.it
Sono uno di quei compagni che a Napoli costruì una sorta di Sezione del Comitato Comunista di unità e lotta m-l, esperienza che viene citata all’inizio dell’articolo. Un saluto a Giuliano, con lui se ne va un pezzo della mia/nostra storia.