Franco Freda ha 85 anni, ultimo leader nero degli anni ’70

Oggi Franco Freda, “Giorgio” per gli amici e i seguaci, compie 85 anni. E’ l’ultimo sopravvissuto tra i leader “neri” della generazione che ha attraversato la piccola guerra civile. Sono infatti morti Pino Rauti, Stefano Delle Chiaie, Carlo Maria Maggi, Paolo Signorelli, Enzo Maria Dantini, Clemente Graziani, Elio Massagrande, Mario Michele Merlino. Il suo compleanno è quindi il pretesto per offrire un post aggregatore dei materiali pubblicati sull’Alter-Ugo aggiornati e rieditati. Più tardi, o più probabilmente domani, farò analogo lavoro per i testi di Fascinazione. Il testo base è l’unica intervista che ho chiesto a Freda. Dopo 25 anni di frequentazione più o meno appassionata. Nei prossimi giorni scaverò dal cascione anche qualche materiale iconografico per arricchire il tutto…
L’Editore
- Le bombe sui treni dell’agosto 1969
- 12 dicembre: fu strage di Stato
- Da Freda l’unico no ad Izzo
- L’accoltellamento in carcere
- L’arresto per il Fronte nazionale
- Le false accuse di un tossico sulle stragi del ’93
Parla Freda, l’Editore: 12 anni al Salone, nessuno si turbò
Una lunga intervista a uno dei protagonisti degli anni di piombo dopo le polemiche per la presenza di un editore vicino a CasaPound: condannati perché non riuscimmo a convincere sui rischi oggi evidenti
dell’invasione
“La prima cosa che si vede entrando all’Oval venerdì è il Mein Kampf allo stand di Edizioni Clandestine. A destra c’è Zerocalcare che fa i disegnetti allo stand della Bao.” Questo commento sarcastico di un visitatore del Salone del Libro di Torino liquida la polemica che ha tenuto per una settimana titoli di testa in tv e quotidiani, e posizioni di vetta tra i top trend dei social.
A scatenare la tempesta, un’accoppiata vincente: la presenza di una casa editrice prossima a CasaPound che porta come titolo di vetrina un libro-intervista a Matteo Salvini. Alle prime defezioni (Anpi, reduci dai campi, esponenti vari dell’intellighentsia di sinistra), il comitato di indirizzo resiste: “è indiscutibile il diritto di acquistare uno spazio al Salone e di esporvi i propri libri per chiunque non sia stato condannato per le leggi Scelba e Mancino” (che puniscono l’apologia di fascismo e l’istigazione all’odio razziale). Ci vuole l’intervento deciso degli azionisti di maggioranza, il presidente Chiamparino e la sindaca Appendino, per chiudere la bagarre. La cancellazione d’autorità dello stand è un regalo clamoroso all’editore: il libro delle Edizioni Altaforte scala sùbito le classifiche di vendita. Francesco Polacchi, l’editore di Altaforte, già capo del servizio d’ordine di CasaPound, rilancia. LEGGI TUTTO SU TISCALI.IT
Lascia un commento