17 marzo 1949: no alla Nato. Eccidio alle Acciaierie di Terni. Un morto e 7 feriti

La notizia, nel linguaggio freddo delle agenzie di stampa, era in prima pagina su tutti i giornali: a Terni c’erano stati scontri tra operai e la Celere ed era rimasto ucciso “tale Alvaro Trastulli”, giovane operaio che lasciava “la moglie giovane come lui e una bambina in tenera età”. “La bambina” era un bambino, e il “tale” rimasto ucciso si chiamava Luigi. Luigi Trastulli, fresatore delle acciaierie. Aveva 21 anni. Tre colpi d’arma da fuoco lo raggiunsero a un fianco e gli forarono un polmone. Era il mattino del 17 marzo del 1949.

Notizia in prima pagina ma messa in secondo piano: in quei giorni i titoli principali erano dedicati alla lunga discussione in corso alla Camera (51 ore continuate) sull’adesione dell’Italia al Patto Atlantico, alla Nato. Le sinistre si opponevano fermamente ed avevano promosso manifestazioni in tutta Italia.

Così Umbriasud, un portale web ternano, ricordava il 17 marzo 2016, l’eccidio delle acciaierie di Terni. Persino l’Unità, infatti, alla notizia dedica solo il piede della prima pagina. E la mattanza non è il cuore della notizia: merita solo il sottotitolo

La polizia spara sugli operai

Alle 10,30, alle acciaierie di Terni, suonarono le sirene e gli operai uscirono dalla fabbrica per recarsi alla manifestazione “in difesa della pace” che si sarebbe tenuta in piazza del Popolo (oggi piazza della Repubblica). Riferì Luca Pavolini su L’Unità: «Avevano percorso appena 300 metri quando è arrivata la celere: una decina di jeeps, la solita sarabanda, le solite manganellate». La polizia sosteneva che il corteo non era autorizzato, gli operai ribattevano che non era un corteo, stavano andando, tutti, verso il centro cittadino. «L’autista della jeep del commissario fa fare un salto avanti alla macchina poi di colpo un salto indietro – racconta Pavolini – Primo ferito: l’operaio Ettore Scatolini, partigiano, è a terra con un piede rotto, gli è passata sopra una ruota. Gli operai protestano, gridano il loro sdegno. E allora la polizia spara loro addosso, spara subito a tiro radente sugli uomini… Quando tutto è finito ci sono tre uomini a terra: Luigi Trastulli muore dopo 8 minuti. Raul Crostella, responsabile giovanile della Camera del Lavoro ha una pallottola nello stomaco… Lionello Dionisi una pallottola sotto l’ascella; Giuseppe Porotti, Romolo Cardinali, Santino Cippitelli, Ilvo Biancifiori, Carlo Danieli sono feriti da colpi di manganello».

24 ore di sciopero generale

Un morto e sette feriti: bilancio pesante. La Camera del Lavoro proclamò immediatamente uno sciopero generale di 24 ore. Gli operai rientrarono in fabbrica per presidiarla. In nessun’altra parte d’Italia, dove si tennero manifestazioni analoghe, s’erano verificati così gravi disordini.
A Terni lo spiegamento di forze di polizia fu eccezionale. Si considerò a priori che la manifestazione sarebbe stata diversa: il Pci era particolarmente forte e deciso; il Fronte Popolare nelle elezioni di pochi mesi prima aveva vinto largamente a Terni. Era forte le protesta per i piani di ridimensionamento dell’occupazione alle acciaierie. La “Terni” aveva già parlato di duemila licenziamenti che sarebbero venuti da lì a poco… LEGGI TUTTO

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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