Primo marzo ’68: Valle Giulia nel racconto di Scalzone
La sera del 28 febbraio, finito il postpartita di Verona-Napoli, ancora carico di adrenalina, felicità e un pizzico di rabbia, mi metto al lavoro per l’aggiornamento del giorno dopo, il 1° marzo 68, Valle Giulia. E scopro, con mio grande stupore, che per il primo giorno in cui il cielo cade sulla terra, non ho usato come testo la narrazione di Oreste Scalzone nel nostro Biennio rosso, ma il più asettico materiale dell’Orda d’oro di Primo Moroni e Nanni Balestrini. E rimedio subito, con questo post aperto he sarà arricchito nei prossimi giorni. Anche se, devo ammetterlo, con questo lavorio di sistemazione del blog sto chiudendo molte falle ma ne apro sempre di nuove…



Il Sessantotto
E’ passata come opera di Paolo Pietrangeli, che è a tutti gli effetti il cantore del ’68 (anche se “Contessa” è precedente, ispirata dall’omicidio di Paolo Rossi dell’aprile 1966) ma in realtà Valle Giulia è registrata come opera di Pietrangeli e Vitavisia, cioè Giovanna Marini (che è anche la voce femminile del controcanto) non ancora iscritta alla Siae. Resta il dato politico, a prescindere dal ruolo giocato dai fascisti nel primo impatto con la polizia, che il genio artistico immortala in quattro parole: NON SIAM SCAPPATI PIU’.
A ogni modo, pur avendo riconosciuto, con grande anticipo sul mainstream, la presenza e il ruolo attivo dei fascisti a Valle Giulia, ben prima della diffusione della famosissima foto, Oreste non esitò a sfidare Stefano delle Chiaie sulla questione centrale: i fascisti c’erano a Valle Giulia (e come negarlo) ma non ci fu nessun accordo né conciliabolo precedente…
I limiti dell’impresa
Gli elenchi seguenti dei link mai come in questo caso evidenziano i limiti del mio approccio événementielle. E’ veramente pochissima roba (a prescindere dal fatto che qualche post mi sarà sfuggito sicuramente): ma il lavoro intenso di queste settimane, di riorganizzazione e messa in rete dei ricchi materiali finora in gran parte sparpagliati del blog, è uno stimolo a continuare per integrare l’esistente e coprire i buchi. E’ peraltro evidente l’effetto di distorsione prodotto dalla tendenza “giornalistica” a privilegiare i “fatti di sangue”, che io non sempre riesco a tenere a freno …
La cronaca
- 31 gennaio: l’offensiva del Tet
- 1 marzo: Valle Giulia, la cronaca
- 16 marzo: la battaglia della Sapienza
- 22 marzo: la rivolta di Nanterre
- 22 marzo bis: la storia del gruppo XXII marzo
- 11 aprile: attentato contro Rudy Dutschke
- 19 aprile: Valdagno, la prima rivolta operaia
- 3 maggio: la prima battaglia del Maggio francese
- 6 giugno: L’omicidio di Bob Kennedy
- 7-8 giugno: la battaglia di via Solferino
- 1 agosto: Mestre, la battaglia del petrolchimico
- 28 agosto: Chicago, il suicidio dem contro il movimento
- 12 settembre: il primo morto è un operaio sardo
- 8 ottobre: nascono i Weather Underground
- 2 dicembre: il massacro di Avola
- 7 dicembre: la prima contestazione alla Scala
- 31 dicembre: la battaglia della Bussola
Ti ho mandato un pezzo troppo lungo per essere un semplice commento, ma soi che a te piace approfondire. I compagni strillavano: ci picchiano/ci sfruttano/ci mettono in galera/ e questa la chiamano/libertà. Quella mattina non sono scappati perché il primo impatto con i manganelli lo sopportarono altri, come ben sai. Buon lavoro.
Sto leggendo il tuo saggio. Ci sono un paio di cose e mi sono ripromesso di raccoglierle e mandartele (nel caso avessi in mente un’altra edizione).
Puccio, io non butto mai niente. Ho del giornalismo un’idea simile a quella dei contadini sul maiale. Il tuo commento al vecchio post su Valle Giulia l’ho riciclato stamattina come testimonianza su Fascinazione. Tu manda sempre, poi vediamo che farne 🙂