Questo 7 aprile è nel segno della morte di Calogero

7 aprile

Storie di ordinaria magistratura. Ieri, con un giorno di anticipo sul 7 aprile, alla bellezza di 86 anni è morto Pietro Calogero. Era una specie di Gratteri applicato all’ antiterrorismo: come Gratteri costruiva teoremi alla cazzo di cane che naufragavano inevitabilmente in dibattimento, ciò nonostante, come l’ altro, premiato e procuratore generale della corte d’appello di Venezia fino alla dorata pensione.

CHICCO GALMOZZI/FACEBOOK

Così Chicco Galmozzi, in proud e glory del pm che ha mandato in galera per anni decine di innocenti in perfetta simmetria con le esigenze politiche e vendicative del Pci. Seppellire il ceto politico dell’Autonomia sotto accuse demenziali (accusare Toni Negri e Pino Nicotri di essere telefonisti delle Br, scambiando un veneto e un calabrese per un marchigiano, Mario Moretti, e un romano, Valerio Morucci) è oltre ogni limite (resta il dubbio: enorme idiozia o malafede?).

7 aprile, i benefici per le Br

Eppure paradossalmente, a festeggiare il blitz del 7 aprile non fu solo il Pci ma anche le Brigate Rosse: perché saltato quel residuo di rete politica ‘estremista’ l’unica via di fuga per centinaia di militanti rivoluzionari decisi a non arrendersi fu il reclutamento nelle Brigate rosse. E i Franceschini brindavano in cella. Ce lo spiega, ancora una volta, il nostro amico Galmozzi.

Uno dei risultati niente affatto secondario della decapitazione del quadro dirigente di Autonomia Operaia con l’ operazione 7 aprile fu di lasciare campo libero alle Brigate Rosse che infatti in carcere se la ridevano. Franceschini, scherzando ma rivelando il loro punto di vista mi disse che loro si sarebbero offerti di fare la scorta a Gallucci affinché non gli capitasse nulla di male: “finché le BR le cercano li a noi non ci trovano“. Se l’obiettivo era “togliere il volume dell’ acqua in cui nuotano i pesci rossi” il risultato fu l’ opposto. I brigatisti ringraziarono e nessuno magistrato o politico schierato con l’operazione venne mai toccato.

I danni del 21 dicembre

Quella pesca allo strascico, a cui fece seguito il secondo blitz, ancora più fetido, del 21 dicembre, fondato sulle accuse del protopentito Fioroni (che proiettò la sua tragica e oscena complicità nel delitto Saronio su compagni innocenti) ha lasciato una lunga striscia di sangue. Le morti precoci di tanti detenuti innocenti morti prematuramente

7 aprile, la conta 

  • 1991 Sandro Serafini – Ci sono scarsissimi materiali in rete su Alessandro Serafini. Componente del gruppo di lavoro di Scienze Politiche costruito da Toni Negri, collaborò con Luciano Ferrari Bravo in Stato e Sottosviluppo. Il caso del Mezzogiorno (1972), un saggio fondamentale per la formazione di noi giovanissimi operaisti meridionali. Sempre con Feltrinelli nel 1974 pubblicò L’operaio multinazionale in Europa. L’Archivio dell’Autonomia, pubblicando il suo cv, ci restituisce tracce del suo lavoro di ricerca e di attività didattica fino al 1975 in quello che era effettivamente il principale laboratorio di ricerca dell’Autonomia operaia. E’ stato, nel suo rapporto con l’Università, un tecnico laureato fino alla sua morte. Non ambiva alla carriera accademica, il suo posto di lavoro e il collettivo dell’Istituto di Dottrina dello Stato gli consentivano di occuparsi della ricerca scientifica. Arrestato due volte, dal 1982 fu clandestino a Parigi fino all’assoluzione nel processo nel 1986. Riprese quindi a lavorare in Facoltà (poi in dipartimento) fino alla fine prematura nel 1991.
  • 20.05.1996 Franco Tommei 
  • 1998 Guido Bianchini – Dalla scheda editoriale di Derive Approdi, Guido Bianchini. Storia di un maestro dell’operaismo. a cura di Giovanni Giovannelli e Gianni Sbrogiò. Guido Bianchini (1926-1998) è stato una figura chiave dell’operaismo politico italiano, punto di riferimento delle lotte al Petrolchimico di Porto Marghera negli anni Settanta, instancabile formatore delle successive generazioni militanti. Le sue esperienze di inchiesta e le riflessioni sull’uso operaio del sindacato, su tecnologia e organizzazione produttiva, su rifiuto del lavoro e composizione di classe, fanno di Bianchini un personaggio di grande importanza, non solo per la storia delle lotte ma anche per la straordinaria attualità delle sue anticipazioni teoriche e pratiche. Attraverso un accurato mosaico di articoli, interviste e testimonianze, il libro consente di delineare la ricca biografia di un vero e proprio maestro. Qui la recensione di Lauso Zagato
  • 26.4.2000 Luciano Ferrari Bravo
  •  6.4.2004 Augusto Finzi
  • 11.5.2001 Emilio Vesce
  • 10.3.2014 Giambattista Marongiu
  • 20 luglio 2016 Mario Dalmaviva 
  • Gianmario Baietta – Titolare della tipografia in cui si stampavano giornali e materiali vari dell’Autonomia padovana, fu arrestato nel secondo blitz, quello del 21 dicembre 1979, costruito sulle accuse spesso fantasiose di Carlo Fioroni. In basso un suo intervento dal carcere di Volterra, pubblicato dal Quotidiano dei lavoratori nel dicembre 1981,
  • Antonio Liverani
  • 3.9.2012 Giorgio Raiteri
  • 7.1.2016 – Paolo Pozzi
  • 21.9.23 Alberto Magnaghi

7 aprile e dintorni

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente è in pensione dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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