Tag: mario moretti

3 marzo 1972: il sequestro Macchiarini. Mario Moretti racconta

Alla Siemens duriamo molto di più, praticamente dall’inizio alla fine delle Brigate Rosse. La Siemens era un’azienda molto più articolata, il ciclo era in espansione, e quel che dicevamo ha sempre trovato riscontro sia fra i tecnici sia fra gli

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Mario Moretti: sbagliammo a uccidere Guido Rossa

Chi decise di colpire Rossa? La colonna genovese. Ma l’Esecutivo avrebbe potuto opporsi, e non lo fece. L’intento era ferirlo, non ucciderlo. Perché invece fu ucciso? Andarono per colpirlo mentre saliva in macchina, ci fu una specie di colluttazione, i

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12 gennaio 1977. Le Br rapiscono Costa. Con quei soldi camperanno 4 anni

All’inizio del 1977 anche in un’azione incruenta c’è un salto di livello: sequestrate l’armatore Costa e lo tenete per più di due mesi e mezzo, da gennaio ad aprile. È il primo sequestro dal quale strappare un riscatto, quello di

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Moretti: il sequestro D’Urso fu il nostro capolavoro

Mario Moretti sul sequestro D’Urso, nel 40esimo anniversario della rivolta nel carcere di Trani. Il testo è stato estratto dal libro intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca, “Una storia italiana” Ma qualcuno disse, nell’80, bisogna chiudere? Nel 1980 a

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Strage di Bologna e via Gradoli: uno scoop che non regge

Come non ci fosse abbastanza carne a cuocere, tra perizie esplosivistiche che smontano le ipotesi consolidate sull’ordigno e i sospetti sulla presenza di una ottantaseiesima vittima alla stazione, al processo per la strage di Bologna continuo ad allargare il cerchio.E’

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23 luglio 1981: le Br-Walter Alasia liberano Renzo Sandrucci, dirigente Alfa Romeo

Il 22 luglio 1981 le Brigate rosse-Colonna Walter Alasia liberano l’ingegnere Renzo Sandrucci, direttore della produzione dell’Alfa Romeo. Lo avevano sequestrato la mattina del 3 giugno. Il dirigente dell’Alfa Romeo si stava recando al lavoro scortato da una guardia giurata,

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Il colonnello Di Petrillo: sulla questione Hyperion credo a Mario Moretti

Nei giorni scorsi la pubblicazione della testimonianza di Mario Moretti sul trasporto di armi palestinesi in Italia ha ridato fiato alle vecchie trombe dell’orchestra rossa dell’Hyperion. Ci viene in soccorso nel mantenere il nostro scetticismo la competente testimonianza del colonnello

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Il telegrafo nel covo di via Gradoli: una bufala nata da una testimonianza deformata

Via Gradoli 96, interno 11, secondo piano. È lì che abitavano nella primavera del 1978, durante il sequestro Moro, i brigatisti Moretti e Barbara Balzerani. Lucia Mokbel era l’inquilina della porta accanto. L’interno 9, dove alloggiava col convivente Gianni Diana,

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9 maggio 1978: la morte di Aldo Moro. Frank Cimini: non vogliono arrendersi alla verità

“La verità è ancora lontana non smettiamo di cercarla…, Bisogna capire se fu un fenomeno endogeno o qualcosa venuto da fuori” dice l’Associazione vittime del terrorismo supportata anche dalle parole del colle più alto. Niente il disco si è incagliato.

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2 maggio 1972: il covo brigatista di via Boiardo e il delatore Marco Pisetta

  ll 2 maggio 1972 a Milano, in via Boiardo 33 e in via Delfico 20 la polizia individua due covi delle Br (armi, esplosivo, documenti, una cantina adibita a prigione per eventuali sequestri e, in via Delfico, il passaporto

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